di Paolo Parini, amministratore delegato Retefidi Liguria

Il credit crunch, registrato a partire dal 2011, ha dato luogo ad una riduzione di oltre Euro 40 miliardi del credito bancario alle imprese. Il fenomeno ha avuto carattere di selettività a danno delle piccole imprese, più difficili da valutare e ritenute, pertanto, più rischiose da parte del sistema bancario. Nasce quindi, per le imprese, l’esigenza di diversificare progressivamente le fonti di finanziamento, riducendo la dipendenza dal sistema bancario (de-bancarizzazione).

Per questo le grandi imprese operano con emissioni di obbligazioni, collocate direttamente sul mercato anche internazionale, con l’assistenza di advisor specializzati, mentre le medie imprese possono essere finanziate dai ‘fondi di credito’, che raccolgono capitali dagli investitori da impiegare nella sottoscrizione di obbligazioni a medio termine ad alto rendimento, i c.d. “mini-bond”.

Il segmento delle piccole imprese (tra Euro 5 e Euro 30 milioni di fatturato) richiede, invece, la creazione di una apposita interfaccia tra imprese ed investitori, a fronte di due problemi specifici: le ridotte dimensioni unitarie delle emissioni (da Euro 0,5 a Euro 3,0 milioni per impresa) e le difficoltà ed i costi di valutare il rischio su imprese ed operazioni così piccole.

I Confidi vigilati nuovo art. 106, da sempre vicini a queste imprese e protagonisti nella promozione del loro finanziamento, possono proporsi per costruire questa interfaccia, facendo leva sulla propria conoscenza delle imprese sul territorio, sulle competenze accumulate, in materia di valutazione del merito di credito, e sulla consistenza patrimoniale di cui dispongono a fini di garanzia.

A questo scopo è in corso un progetto sperimentale, promosso da cinque Confidi di quattro diverse regioni, basato su uno schema di emissione in ‘club deal’ di cambiali finanziarie – dell’importo di Euro 500mila e scadenza a un anno – da parte di 40 imprese aventi sedi nelle quattro regioni coinvolte, per un totale di Euro 20 milioni. Le emissioni saranno assistite da una co-garanzia pro quota dei cinque Confidi che permetterà di coprire il 100% dell’importo.

In tal modo gli investitori valuteranno la qualità della garanzia, piuttosto che il merito di credito delle singole imprese, la cui selezione avverrà a cura dei Confidi garanti. L’importo complessivo dell’operazione consentirà di proporre a 4-5 investitori dei lotti di cambiali finanziarie di importo adeguato, con la copertura di una valida garanzia finanziaria.

Il nuovo schema di finanziamento così realizzato avrà un costo per le imprese utilizzatrici, comprensivo di remunerazione della garanzia e di oneri accessori, molto vicino al costo del credito bancario per le stesse unità.

Le imprese, in particolare quelle che devono sostenere fabbisogni importanti per crediti verso i clienti o per commesse pluriennali, potranno in tal modo contare, nell’immediato, su una fonte di finanziamento aggiuntiva e, in prospettiva, sulla disponibilità di una stabile diversificazione delle fonti di finanziamento.

L’emissione di titoli può riguardare sia obbligazioni a medio termine, sia strumenti a breve termine, ovvero cambiali finanziarie o obbligazioni a breve termine.

Più in dettaglio, le caratteristiche dello schema sono le seguenti:

  • viene identificato un pool di imprese potenziali, emittenti di titoli di debito, che avranno caratteristiche standard di importo, scadenza, tasso, profilo di rischio;
  • viene attivato un adeguato schema di credit enhancement, che riduce il rischio per gli investitori a livelli molto bassi rendendolo, inoltre, omogeneo sull’importo totale dei titoli sottoscritti, ancorchè emessi da imprese diverse;

un insieme di Confidi intermediari finanziari vigilati attiva lo schema di credit enhancement, prestando una garanzia complessiva fino al 100% dell’importo di ciascun titolo.

Riproduzione Riservata PLTV – Estratto da report a cura dell’Ufficio Studi del Consorzio Camerale per il credito e la finanza