Stato dell’arte in Italia e l’opinione di Prestiamoci.

Quando è nato il Peer-to-Peer Lending negli USA, oggi meglio conosciuto come Marketplace Lending, era considerato come l’antidoto ad un sistema di erogazione dei finanziamenti caratterizzato da practice non sempre trasparenti. Invece di avere a che fare con consulenti bancari e intermediari creditizi “affamati di bonus e di commissioni”, la gente comune può usare la tecnologia per avere accesso al credito (riproduzione da FT).

La stima di American Banker è che nel 2020 il 10% dei finanziamenti passerà tramite Digital Lenders.

Oggi nel mondo, ma in particolare in USA, si stanno svolgendo tanti workshop sul tema della rivoluzione del Fintech e l’impatto sulle “lending strategy” per continuare a crescere nel futuro.

Oggi in Italia il Marketplace Lending, (termine più moderno del Peer-to Peer Lending) non ha finora conosciuto un significativo sviluppo anche se, alcuni operatori, sono ormai presenti da quasi 10 anni. Si contano meno di cinque realtà attive in Italia, fra cui le più conosciute sono Prestiamoci (2009), Smartika (2011) e Younited Credit, da molto tempo attiva anche in Italia con il nome Pret d’Union.

tavola rotonda crifQualche giorno fa, nell’ambito della 40° Edizione dell’Osservatorio sul Credito al Dettaglio di Crif, Assofin e Prometeia, si è svolta una tavola rotonda sul tema: Digital Transformation e P2P Lending: le nuove sfide per l’industria del credito a cui sono intervenuti: Tommaso Gamaleri – Italy Ceo, Younited Credit; Vincent Mouveroux, condirettore generale Agos Ducato, Michele Novelli, presidente Prestiamoci, Giorgio Orioli, ceo Consel e Rolando Ventura, ceo Toyota Financial Services.

michele novelli 250PLTV riporta un estratto dell’intervento di Michele Novelli, presidente Prestiamoci (nella foto), durante la tavola rotonda:

“L’Italia risulta essere ancora indietro, rispetto ad altri paesi europei, per quanto riguarda il numero di prestiti aperti e chiusi on-line. Il prodotto del Peer – to – Peer Lending si presenta come fortemente innovativo e vantaggioso non solo per i prestatori, ma anche per i richiedenti in quanto tutta la procedura amministrativa risulta effettuata con la massima trasparenza.

La parte difficile del lavoro svolto da società come la nostra è spiegare ai clienti che tutti i processi avvengono in digitale e sono effettuati di fronte a lui proprio per garantire la massima trasparenza nelle operazioni.

Rispetto ad una banca tradizionale, che di regola si porta dietro rigidità sistemiche e informatiche, l’approccio del lending on-line risulta essere più diretto.

Il modello a cui noi guardiamo è quello di società come Amazon, la quale dispone di un servizio clienti e di una facilità di utilizzo del servizio che attualmente non ha rivali. Il focus della nostra realtà quindi è cercare di sviluppare un servizio on-line quanto più vicino possibile alla clientela.

Presto o tardi, anche le realtà economiche nate on-line si devono dotare di sedi fisiche (l’esempio anche in questo caso è sempre Amazon), magari anche Prestiamoci in futuro potrà aprire sedi fisiche, considerando che già attualmente proponiamo alcuni prodotti tramite canali off-line.

Lavorare nel campo dei servizi on-line porta gli addetti ad avere una mentalità improntata alla necessità di dover offrire un servizio perfetto. Questa caratteristica, una volta traslata nei servizi off-line, sarà certamente una carta vincente per una società come la nostra. Una realtà che parte da servizi off-line infatti dispone sempre di un margine di errore nel servizio, dato dal contatto diretto con il cliente, che realtà nate e sviluppatesi su internet non possono permettersi.“

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