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di Fabio Picciolini, consulente.

La nuova previsione dovrà esser applicata entro il 1° ottobre 2016.

La delibera conferma che gli interessi debitori maturati al 31 dicembre di ogni anno (o alla conclusione del rapporto contrattuale), sulle operazioni di raccolta del risparmio e di esercizio del credito, ivi compresi i finanziamenti a valere su carte di credito, non possono produrre interessi, salvo quelli di mora, ai quali si applicano le norme del codice civile.

Confermato che, nei rapporti di conto corrente o di conto di pagamento, il conteggio degli interessi, attivi e passivi, deve avere la stessa periodicità, non inferiore a un anno.

La delibera prevede anche che per le aperture di credito in conto corrente e gli sconfinamenti, gli interessi maturati, siano contabilizzati separatamente dal capitale.

Inoltre, il cliente, prima dell’esigibilità degli interessi maturati, ha diritto a un periodo di almeno trenta giorni, da quando ha conoscenza degli interessi stessi, per pagarli senza essere dichiarato insolvente.

Nel caso di chiusura del conto gli interessi sono immediatamente esigibili.

Come previsto dalla legge, il cliente e la banca possono contrattualizzare la corresponsione degli interessi attraverso l’addebito sul conto affidato. In questo modo gli interessi addebitati produrranno a loro volta interessi (riproponendo la previsione anatocistica), mentre il cliente eviterà pagamenti di more o l’avvio di azioni giudiziarie nel caso di mancato rispetto del pagamento dovuto.

L’intermediario dovrà chiedere al cliente il consenso scritto all’addebito in conto degli interessi.

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