L’opinione di Adelio Ferrari, presidente Fedart e Confartigianto Fidi Piemonte e Nord Ovest.

Il testo è stato approvato in via definitiva alla Camera. Ora si attendono i decreti attuativi.

La legge delega, che definisce i principi e i criteri direttivi che dovranno orientare una riforma strutturale del sistema dei Confidi, è legge dello Stato, essendo stata approvata il 5 luglio scorso in via definitiva alla Camera dei Deputati.

Il disegno di legge è stato fortemente voluto e promosso da Fedart, unitamente ad Assoconfidi e con la partnership strategica di Unioncamere.

L’evoluzione normativa che prenderà avvio dall’attuazione della legge delega si inserisce in un quadro legislativo in forte trasformazione per la concomitante entrata in vigore di vari interventi: l’iscrizione all’Albo degli intermediari finanziari per i Confidi di maggiori dimensioni, e l’iscrizione all’Elenco per le strutture minori, con la relativa costituzione di un apposito Organismo, il nuovo bilancio dei Confidi minori, la riforma del Fondo Centrale di Garanzia in corso di definizione, la contribuzione prevista dalla Legge di Stabilità 2014, che dovrebbe concludere a breve l’iter di notifica alla Commissione Europea.

Tali riforme risultano di grande rilevanza strategica per il sistema dei Confidi, che negli ultimi anni si sta confrontando con profondi cambiamenti nel contesto di riferimento: ad una fase di “riscoperta”, contraddistinta da una forte valorizzazione del suo contributo, durante la crisi economica e finanziaria è seguita una altrettanto chiara disintermediazione da parte del sistema bancario e persino del Fondo Centrale di Garanzia.

Le stesse imprese socie richiedono oggi ai Confidi servizi innovativi e più evoluti, accanto alla tradizionale garanzia mutualistica, per trovare risposte efficaci alle loro esigenze.

adelio_ferrariAccogliamo con grande soddisfazione l’approvazione in via definitiva della legge delega che costituisce un risultato determinante per sostenere l’accesso al credito delle Micro, Piccole e Medie Imprese nostre socie, specialmente in questo momento in cui si registrano alcuni segnali di ripresa economica, purtroppo ancora fragili” – ha affermato il presidente di Fedart Fidi, Adelio Giorgio Ferrari (nella foto), presidente anche di Confartigianato Fidi Piemonte e Nord Ovest“Desidero sottolineare in particolare la valenza strategica dei principi contenuti nel testo di legge, che consentiranno ai Confidi di rafforzare sempre più l’alleanza con le imprese, di sviluppare ulteriormente la collaborazione con le istituzioni pubbliche per l’attuazione degli interventi di politica economica, di rifondare una nuova e proficua relazione con il sistema bancario nell’interesse dell’economia reale.”

“Desidero ringraziare sentitamente” – prosegue Ferrari –il primo firmatario del disegno di legge, Gianluca Rossi, e i relatori della Commissione Finanze del Senato e della Camera, Federico Fornaro e Michele Pelillo, oltre a tutti i parlamentari per l’attenzione che hanno manifestato verso il rafforzamento dell’accesso al credito delle micro e piccole imprese attraverso il sistema della garanzia mutualistica. È urgente avviare, fin da subito, l’iter per la predisposizione dei decreti legislativi di attuazione, così da rendere effettivamente operativa la riforma.

Auspichiamo di trovare nel governo la necessaria rapidità di intervento e la stessa sensibilità politica e disponibilità al confronto che fin dall’avvio dell’iter parlamentare ha caratterizzato la positiva interazione con il parlamento”.

L’attuazione della legge delega rappresenta dunque una fondamentale opportunità per dotare il sistema dei Confidi di un quadro normativo coerente con la rapida e profonda evoluzione che lo sta interessando e che ha reso la Legge Quadro Confidi (D.L. 269/03 convertito nella L. n. 326/03) ormai non più completamente adeguata a rappresentarlo, nonostante che in passato la stessa abbia rivestito un ruolo centrale per il consolidamento di queste strutture.

Il testo di legge, ridefinendo tutti i principali temi di interesse per i Confidi, risulta particolarmente idoneo a rilanciare il ruolo cardine del sistema della garanzia privato, nel sostegno all’accesso al credito delle micro piccole e medie imprese, qualificandolo di nuovo come un partner primario del sistema produttivo del paese, aprendo ad azioni caratterizzate da un profilo di innovatività, rafforzandone la capacità di agire a favore delle imprese attraverso una maggiore patrimonializzazione.
Parimenti rilevanti risultano i principi destinati a definire un ambito normativo di reale sinergia tra la componente pubblica e privata della garanzia, essenziali per rendere più efficiente l’impiego delle sempre più scarse risorse pubbliche, ad alleggerire gli eccessivi vincoli posti dalla normativa europea sugli aiuti di Stato, ad allentare i troppo numerosi oneri amministrativi che gravano sui Confidi stessi.

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