a cura di Fabio Picciolini, Esperto Consumerista

Il 18 gennaio 2017 è stato presentato, presso la Banca d’Italia, il Primo Censimento Nazionale sull’Educazione Finanziaria, premessa importante per avviare, finalmente, una strategia nazionale.

Il censimento, riferito al triennio 2012/2014, è stato proposto da Banca d’Italia, Consob, Ivass, Covip, Feduf e Museo del Risparmio.

Il primo dato emerso è la conferma del ritardo dell’Italia nello sviluppo dell’educazione finanziaria sia tra i giovani che tra gli adulti.
Sono stati presi in considerazione vari aspetti: promotori, destinatari, metodi, contenuti, valutazione dell’efficacia.

I promotori censiti sono stati 256 per 206 iniziative, proposte principalmente dagli intermediari, scuola, associazioni, università, enti di ricerca. E’ stata confermata l’eterogeneità dei programmi; sui 206 la larga maggioranza sono stati destinati alla sensibilizzazione, solo un terzo ha previsto forme di reale educazione finanziaria. Il fatto positivo è la forte partecipazione della popolazione.

Scarse le iniziative in cui è stata eseguita la valutazione d’impatto, ovvero se l’attività ha, in seguito, prodotto comportamenti più virtuosi dei partecipanti alle iniziative.
Limite allo sviluppo dell’educazione finanziaria per gli studenti è il fatto di non essere materia scolastica curriculare, per cui la partecipazione è volontaria e dipende soprattutto dalle iniziative dei docenti.

Sono stati coinvolti tutti i livelli scolastici con sviluppo per tutti dei concetti di base; per i più piccoli sono poi stati proposti i comportamenti valoriali e virtuosi, per i più grandi, scelte comportamentali in ottica di gestione del debito, dell’assicurazione, dell’imprenditorialità.

Positiva la collaborazione tra esperti e insegnanti. In alcuni casi, non ottimale la preparazione degli esperti e la quantità del materiale didattico.
Maggiormente complicata la somministrazione di educazione finanziaria agli adulti.
Negli adulti, dove l’attività è stata rivolta soprattutto alla sensibilizzazione, è stata riscontrata minore disponibilità, problematiche legate al tempo, alla capacità di apprendimento. Le iniziative sono state soprattutto generaliste, utilizzando spesso la Rete, ed hanno riguardato in particolare la gestione del budget, il sovraindebitamento, la previdenza complementare, lo stimolo imprenditoriale.

Complessivamente, le best practice riscontrate sono state la buona collaborazione insegnanti-esperti, i temi affrontati, la diffusione del materiale. In prospettiva bisognerà lavorare sul coordinamento, sulla valutazione d’impatto, strumenti più efficaci, intercettare anche le famiglie degli studenti coinvolti.

Successivamente, sono state illustrate alcune iniziative, tra cui Educare di BNL-BNP, di Junior Achiement, di Ania che ha scelto di lavorare sui docenti piuttosto che sui ragazzi, del fondo Cometa per la previdenza integrativa, delle associazioni dei consumatori, dell’associazione nazionale enciclopedia della banca e della Borsa-ASSOMEB.
Nella successiva tavola rotonda, a cui hanno partecipato alcuni professori universitari, sono emerse idee molto interessanti: il ruolo di supplenza di chi somministra l’educazione finanziaria rispetto alle mancanze della scuola, far comprendere che le conseguenze di una scelta possono evidenziarsi anche dopo molti anni, la possibilità di non avere effetti visibili, insegnare non solo gli aspetti tecnici ma anche quelli valoriali ed etici essendo intrinsecamente legati, utilità di fare educazione finanziaria anche per gli operatori dove potrebbero esserci sorprese non positive, avere presente il rischio di obsolescenza delle informazioni per cui è importante operare in continuità, infine, il ritardo nelle conoscenze di tanti piccoli imprenditori.

Le Autorità, Bankitalia, Consob, Ivass e Covip e la Feduf, hanno proposto alcune linee guida per una strategia nazionale che include:

  • definizione degli obiettivi e loro misurabilità
  • pianificazione e gestione
  • valutazione rischio rendimento, team di esperti multi-specialistici
  • materiali diversificati
  • utilizzo media
  • monitoraggio esterno ai soggetti che offrono i servizi…

…al fine di non avere influenza nella valutazione, sinergie e confronto tra tutti gli stakeholder, creazione di un archivio storico delle iniziative e dell’attività svolta, organizzazione di giornate dedicate all’educazione finanziaria.

Di primaria importanza le conclusioni dell’on. Bernardo, presidente della Commissione finanze della Camera dei Deputati e primo firmatario della proposta di legge in tema di educazione finanziaria.

Secondo Bernardo le varie proposte di legge sul tema potrebbero essere trasformate in un emendamento al “decreto banche”, attualmente in conversione, sfruttando anche la disponibilità del Ministro Padoan ad avviare un piano nazionale per l’educazione finanziaria.
Tra gli aspetti più importanti ha ricordato la necessità di creare una cabina di regia, prevedere linee guida per l’attività, un comitato composto dai principali stakeholder.

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