da Leadership Forum 4° Summer edition, 26 giugno 2012

Fabio Picciolini: il prodotto cessione del V ha bisogno di una nuova normativa, infatti tutti noi dobbiamo pensare a una cessione del V che non faccia più riferimento alla legge del 1950 che l’ha istituita, ma a una nuova legge dei nostri tempi.

Un altro aspetto importante guardando al prodotto nel futuro è che debba essere più informatizzato e diventare confrontabile, la confrontabilità dei prodotti fra di loro sarà una necessità per il mercato e per i consumatori. Non bisogna anche trascurare l’aspetto delle retrocessioni nel caso di estinzione anticipata o rinnovo anticipato che a mio avviso non sono state riprese neppure dal secondo correttivo.

[information]* è segretario nazionale Adiconsum[/information]

Germano Turinetto: siamo di fronte ad un contesto di mercato molto imprevedibile, per cui è molto difficile disegnare uno scenario per il futuro. Anche l’attuale contesto normativo lascia molti punti interrogativi sui tempi di questo adeguamento normativo.

[information]* è presidente di Terfinance[/information]

Salvatore Ronzino: la nostra banca crede nel prodotto e nelle sue potenzialità per il futuro tanto che abbiamo avviato un processo di fusione della struttura Cessione del V all’interno della banca stessa. Allo stesso tempo stiamo vivendo una fase di riforme incompiute che sicuramente rappresenta un problema. Il mercato si è molto trasformato ma non è ancora stato raggiunto l’approdo. Mi auguro di avere da quest’ultimo correttivo interventi organici e definitivi.

[information]* è direttore generale Family Credit Network (Unicredit)[/information]

Paolo Rossi: necessità di modelli distributivi innovativi per rilanciare la cessione del V che oggi si fonda sempre più su 3 capisaldi: funding, normativa e capitale umano. In particolare si sottolinea la necessità di formazione. Credo che questo momento sia una grande opportunità per gli operatori che la vogliono vedere.

[information]* direttore Sinergie & Partnership Pitagora[/information]

Massimo Minnucci: ritengo che il mondo della cessione del V sia un mondo che oggi pensi molto, ma purtroppo non ha l’interlocutore con cui costruire. Vorrei farvi riflettere su questo punto: come mai il mercato della cessione del V sta calando cosi tanto? Certi numeri a mio avviso sembrano quasi ingiustificati, credo che sul lato offerta ci siano margini di miglioramento. Ho quasi l’impressione che sia un mercato che stia arretrando.

[information]* presidente di MedioCredito Europeo[/information]

Renato Amato: il mercato sta scendendo come offerta e non come domanda.

La prima causa della crisi di questo mercato è la liquidità. Nonostante questo, il prodotto cessione del V si sta sempre più affermando rispetto agli altri prodotti di finanziamento come ad esempio i mutui e il leasing. E’sempre più un prodotto da banca, perchè le reti specializzate stanno facendo fatica ad adeguarsi al nuovo contesto di mercato. Allo stesso tempo non nego che esiste un problema con la Normativa che è ancora “ballerina” e questo comporta problemi per tutti coloro che vogliono fare piani e strategie di sviluppo.

[information]* direttore generale di Dynamica Retail[/information]

Federico Cancarini: la normativa relativa all’intermediazione del credito solleverà un pò di costi e di oneri di controllo gli operatori che operano tramite i consulenti creditizi. Spero che la cessione del V mantenga nel tempo la propria unicità e non venga assimilato ad un prestito personale, perchè si tratta di altro. Il cliente della cessione del V non è il cliente del prestito personale e forse mai lo sarà. Altra osservazione è sui tempi di erogazione del prestito che rispetto al passato si sono molto accorciati e per questo aspetto bisogna riconoscere il lavoro fatto dalle varie società.

[information]* amministratore delegato di Starfin[/information]