1000x400_CaramannaI primi commenti di Gianmario Caramanna, direttore generale Confartigianato Fidi Piemonte e Nord Ovest sulla Circolare 288 di Banca d’Italia e il suo impatto sull’operatività dei Confidi.

Con la pubblicazione da parte del MEF del Decreto Ministeriale n. 53 e la conseguente Circolare n. 288 da parte di Banca d’Italia “Disposizioni di vigilanza per gli Intermediari finanziari” si è aperto, finalmente, – sostiene Caramanna – il tanto atteso nuovo capitolo che investe e riordina tutto il settore finanziario del nostro Paese e, per quanto ci riguarda più direttamente, il sistema dei Confidi a partire da quelli vigilati.

Il prossimo venerdì 22 maggio dedicheremo a questa tematica gran parte dei lavori del nostro C.d.A. che, peraltro, all’uopo ha già costituito uno specifico Gruppo di Lavoro – che sta già attentamente studiando la nuova normativa – cui ha conferito il mandato volto a provvedere all’intero iter autorizzativo nel rispetto delle tempistiche dettate dal MEF e da Banca d’Italia che – riteniamo poter concludere – entro e non oltre il mese di settembre, dunque antecedentemente rispetto al termine ultimo prefissato.

Molteplici risultano le novità introdotte con i recenti disposti normativi, a partire dall’innalzamento della soglia minima per i Confidi vigilati a 150 milioni di euro (che salutiamo con favore in quanto darà luogo ad un meccanismo di selezione funzionale), per giungere alle prerogative del Presidente cui competeranno funzioni di controllo non esecutive né di gestione e degli Amministratori (cui competeranno funzioni di controllo, non esecutive) e soprattutto alle innovative procedure che porteranno alla nuova autorizzazione da parte di Banca d’Italia, propedeutica ed indispensabile per l’iscrizione nel nuovo Albo 106. Il fatto che si passi dalla semplice iscrizione secondo requisiti quantitativi ad un processo di autorizzazione, che agli elementi quantitativi coniuga elementi qualitativi, ritengo costituisca un positivo salto di qualità circa la valutazione di merito dei diversi Confidi che intendono essere iscritti al nuovo Albo.

Inoltre, le garanzie rilasciate dai Confidi vigilati iscritti al nuovo Albo 106 avranno certamente ancora maggiore valenza rispetto alle attuali, non solo rispetto a quelle dei Confidi iscritti al 112 e non vigilati, ma incideranno virtuosamente anche nel rapporto tra Confidi e Istituti bancari convenzionati, con ricadute positive a vantaggio delle imprese socie.

Infine, il fatto che si preveda una sorta di vigilanza, seppur assai lieve, anche per i cosiddetti Confidi minori (tutti quelli che non potranno iscriversi al nuovo Albo e saranno iscritti al 112) è un altro elemento di chiarezza – secondo Caramanna – che avrà un impatto non traumatico sulla maggioranza dei Confidi minori di matrice associativa, ma acquisirà grande rilevanza nei confronti dei cosiddetti confidi privati erogatori di servizi.