PLTV riporta articolo pubblicato nei giorni scorsi dall’inserto PLUS del Sole 24 Ore – di Antonio Criscione.

Non solo la casa, ma anche il reddito può essere utilizzato come “garanzia” per recuperare fondi.  La via classica è la Cessione del V dello stipendio o della pensione. Una modalità alla quale in genere ricorrono consumatori in difficoltà a ricevere altre forme di finanziamenti e sulle quali nel tempo si sono registrati anche molti interventi di Bankitalia (nel 2009, 2011 e 2016). Sul tema adesso anche gli intermediari in sede di Assofin, l’associazione italiana del credito al consumo, stanno riflettendo per trovare delle soluzioni all’interno della categoria per venire incontro alle esigenze dei clienti in modi più appropriati.

Su questa tematica, Assofin ha incontrato nei giorni scorso le associazioni dei consumatori per confrontarsi sulle aree di criticità.

Spiega Gianluca Di Ascenzo, presidente di Codacons: «Un aspetto che ci sta particolarmente a cuore e che abbiamo segnalato ad Assofin, è quello del sovraindebitamento. Ai nostri sportelli vengono anche persone con il 100% della pensione o dello stipendio impegnati. Altre aree di criticità sono la trasparenza sui costi e sui criteri per le provvigioni». Un altro aspetto segnalato è quello della sostituzione. Spesso chi fa ricorso a questa forma di credito lo rinnova, magari quando ancora è in corso il precedente. «Su tutti questi temi – segnala Di Ascenzo – Assofin si è detta disponibile a lavorare con noi».

Anche Antonella Nanna, avvocato di Federconsumatori, segnala che il problema da affrontare è quello del sovraindebitamento. “La Cessione del V è l’unica forma di finanziamento che non prevede una valutazione del merito creditizio, per cui è facile che si arrivi a situazioni di sovraindebitamento. Ma ormai molti tribunali stanno omologando i piani dei creditori in crisi da sovraindebitamento: anche agli operatori del settore non conviene più essere troppo disinvolti e concedere solo crediti certi ed esigibili”. Anche qui le richieste vanno sulle provvigioni: “Esiste una rete di provvigioni che penalizza decisamente i debitori. Abbiamo chiesto di superare questa situazione, specialmente in occasione dei rinnovi”.

Secondo gli ultimi dati pubblicati nei giorni scorsi nella quarantesima edizione dell’osservatorio Assofin – Crif – Prometeia, «nel primo trimestre 2016 i finanziamenti contro Cessione del V dello stipendio/pensione mostrano una crescita a doppia cifra (+10,3%), dopo l’evoluzione più modesta del 2015». E guardando più da vicino i dati si nota che «le erogazioni ai pensionati evidenziano una crescita più vivace rispetto a quelle verso dipendenti pubblici e dei dipendenti privati, con questi ultimi che esprimono la quota minore essendo i più esposti al rischio di perdita di lavoro».

Lunedì prossimo sarà presentato a Roma la relazione annuale dell’arbitro bancario finanziario. Il dato sul 2015 proprio sulla Cessione del V è allarmante, come segnalato già più volte da Plus24: il 54% dei 13mila e più ricorsi pervenuti all’ABF nel corso dell’anno riguardavano la Cessione del V. Segno di una situazione preoccupante per i consumatori che hanno fatto ricorso a tale forma di finanziamento. Tanto che all’inizio di quest’anno Bankitalia ha incontrato gli operatori per richiamarli al rispetto delle decisioni dell’Arbitro bancario e finanziario e inoltre li ha invitati a osservare le indicazioni già date in altre due precedenti comunicazioni del 2009 e del 2011.

Ora anche le associazioni di categoria, come Assofin, si pongono il problema, promuovendo appunto incontri con le associazioni dei consumatori e progettando iniziative per rendere più trasparente il rapporto con i soggetti che chiedono il finanziamento.

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