Fino al 2009 quando Banca d’Italia ha deciso di interessarsi alla cessione del V, questo mercato si muoveva senza controlli e in un contesto con la presenza di “più o meno di regole”.

Poi si è passati ad un’altra fase, ovvero a quella di controlli senza regole, che sono stati terribilmente discrezionali. Oggi non ci sono nè regole, nè controlli nè scenario. Faccio fatica a comprendere che tipo di scenario si stanno immaginando i nostri Regulators, dal momento che le scadenze stabilite non sono state rispettate.

Oggi il mercato vede la scarsa capacità dello sportello di vendere cessione del V, il pricing è ancora basso perchè lo scenario a valle non è cambiato, quindi la modalità di vendita non è cambiata. Abbiamo ancora oggi il problema di una catena larga, troppi soggetti coinvolti e abilitati all’esercizio della attività.

Gli operatori hanno bisogno ora di uno scenario chiaro, hanno già molte regole e annunci di regole. Hanno bisogno di fare progetti avendo chiarezza del nuovo contesto.

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Antonio Giordano è consigliere di UFI, l’associazione fra intermediari finanziari non bancari www.unionfin.it[/information]