MESSAGGIO DI SIMEDIA

-Intervista a Luca Matrigiani, segretario generale

Effettuo questa intervista pochi giorni dopo che il Presidente, Severino Oliva, ci ha lasciato a causa di una terribile malattia, contro la quale ha strenuamente lottato fino all’ultimo secondo. La sua forza, la sua intelligenza e la sua dedizione al lavoro ci accompagneranno sempre, e continueranno a tracciare idealmente il percorso per continuare a fare di Simedia ciò che abbiamo sempre voluto:

la casa di chi crede fermamente nei propri incrollabili diritti.

Come vede il futuro dell’intermediazione creditizia?

I segnali che arrivano dal mercato sono confortanti e sicuramente le impressioni riguardo le prime uscite del nuovo Presidente dell’OAM ci rassicurano. Anche se, a livello di scenario complessivo, c’è sempre il soggetto che va controcorrente e che, col suo peso specifico, è capace di mettere in discussione il cammino intrapreso.

Di chi sta parlando?

Parlo degli Istituti Bancari. Sono l’unico soggetto della filiera, ma anche il più importante, che non ha mai voluto recepire la “141” nella sua interezza, in particolar modo per quanto riguarda le società di Mediazione Creditizia ed i propri Collaboratori. Se così non fosse stato non staremmo da tempo a parlare di figure “doppione”, di abusivismo, di poca sostenibilità del business o addirittura di insostenibilità dell’OAM.

E come se ne esce?

Con il buonsenso e con un atteggiamento di maggior fiducia degli uni nei confronti degli altri. E con l’istituzione di regole, qualora ce ne fosse bisogno, capaci di responsabilizzare e contestualmente superare le remore di qualsiasi attore dello scenario. Il recepimento della direttiva comunitaria 2014/17/UE potrebbe rappresentare un’opportunità per risedersi tutti intorno ad un tavolo e ragionare su cosa ha funzionato e su cosa no.

Bene, quali sensazioni ha riguardo quest’ultima direttiva?

Siamo incuriositi e molto attenti su come la si voglia recepire. Se da un lato può rappresentare l’opportunità di riordinare la categoria dell’intermediazione creditizia, dall’altro la stessa fa riferimento a figure che è difficile omogeneizzare nel nostro sistema. E’ comunque una buona chance per superare storture che avevamo denunciato sin dall’origine, quali il monomandato per gli AAF. Ci auguriamo che le Istituzioni abbiano la sensibilità di voler ascoltare anche il parere delle sigle sindacali e associative più rappresentative quali Simedia.

Un’ultima considerazione…

Certo. Al di fuori di tutto Simedia continua la sua attività di affiancamento agli Agenti in Attività Finanziaria e ai Collaboratori. 2 categorie che rappresentano la spina dorsale del sistema e che per troppo tempo sono state volutamente “tenute all’oscuro” dalle loro mandanti. In questi giorni, al Governo, si sta discutendo sul fenomeno degli Agenti di Commercio monomandatari (categoria alla quale apparteniamo) che vengono trattati a tutti gli effetti da dipendenti (indicazioni di orario di lavoro, numero di visite, controllo della presenza sul posto di lavoro) senza avere però gli stessi diritti e le stesse garanzie  di quest’ultimi. 

Il sottoscritto, a tal proposito, è stato audito dalla X Commissione delle Attività Produttive, Commercio e Turismo  della Camera dei Deputati insieme ad ENASARCO  e ai sottoscrittori degli AEC per un approfondimento su tale scottante realtà. 

L’Agente quanto il Collaboratore devono uscire da quello stato di subalternanza rispetto alla mandante e bisogna conoscere approfonditamente tutti quelli che sono i propri diritti che, oltretutto, sono moltissimi.  Elevarsi ad uno status che ci appartiene. Avere un confronto paritetico e professionale con la propria mandante, senza sentirsi in soggezione. Noi siamo lì a totale sostegno, anche con i nostri uffici legali, e già da qualche mese abbiamo intrapreso un percorso finalizzato a fare “cultura”.

Già si intravedono i primi risultati. 

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