Mondo del lease: emerge chiaro, alla prima stesura della Legge di Bilancio, il sentiment di “un contesto nazionale caratterizzato, da  almeno un anno, da uno stato di persistente attesa di un quadro di riferimento economico almeno di medio periodo che non si sta materializzando” – per dirla con le parole di Angelo Brigatti, SelmaBipiemme Leasing – e quindi “il prossimo semestre sarà riflessivo, in attesa di maggiore stabilità politica e soprattutto del mercato finanziario più in generale” – Esposito, Sardaleasing.

Il rallentamento del clima economico, avrà necessariamente un impatto sugli investimenti” – Luca Nuvolin, De Lage Landen incluso quello “della Germania, che avrà ricadute sulla produ- zione dell’industria italiana e la guerra dei dazi, che aumenterà la volatilità dei mercati”- Michele Melotti, Credemleasing. Per molte società di leasing serve “una politica economica che incoraggi provvedimenti capaci di favorire il recupero di produttività” – lo sottolinea Carlo Mescieri, SG Leasing – o comunque più stabile, perché è “anche a causa della perdurante incertezza politica che l’economia italiana è ancora sulla soglia del- la crescita zero” – Massimo Macciocchi, Banca IFIS – “che non invoglia certo gli imprenditori ad accelerare nella dinamica degli investimenti” – Attilio Serioli, UBI Leasing.

Giudizi critici, ma non è tutto nero. “A scongiurare una piccola recessione nel prossimo semestre è anche il calo dei rendimenti sui titoli di Stato avviato da giugno che, agevolando il credito, favorisce l’attività economica e contiene la spesa pubblica per interessi”- argomenta Massimo Mazzega, Alba Leasing – e “per il 2020 si ipotizza un rimbalzo tecnico della domanda estera che, per quanto debolmente, dovrebbe agire a favore degli investimenti fissi lordi delle imprese“.

Nei comparti dove saranno più sentiti gli effetti competitivi legati alla concorrenza globale e all’export “si potrebbero presentare delle opportunità legate all’adeguamento dei modelli di  business” – Giuseppe Cerrone, IBM Italia Servizi Finanziari. “Un primo banco di prova saranno sicura- mente le misure, a sostegno degli investimenti e dell’economia reale, che saranno definite con l’approvazione della Legge di Bilancio” – per Vincenzo Aloe, Crédit Agricole Leasing Italia.  E comunque “la voglia di far crescere le proprie aziende, attraverso nuovi investimenti, da parte degli imprenditori italiani non è in alcun modo scemata”, aggiunge Serioli.

Quest’ultimo è il segnale più incoraggiante per il prossimo futuro e, a parte una valutazione sul sentiment, abbiamo quindi chiesto alle società del lease come ritengono che incideranno o possano incidere le misure in via di definizione nella legge di bilancio. Un tema è comune. Le misure, “che vanno sostanzialmente in buona parte in continuità con quanto fatto negli ultimi anni, risultano fondamentali al fine di scongiurare una brusca frenata degli investimenti, in un momento in cui l’economia del nostro Paese non se lo può assolutamente permettere”, osserva UBI Leasing.

Tuttavia, “per le informazioni disponibili, evitato l’aumento IVA, resta poco per impostare strategie industriali e i numerosi interventi prospettati non sono supportati dalle necessarie risorse finanziarie. Positivo il rifinanziamento delle misure a sostegno degli investimenti già in essere”, secondo SelmaBipiemme, ma “l’annunciata riforma del Piano Impresa 4.0, che prevede la sostituzione del super e dell’iperammortamento da un nuovo credito di imposta, lascia perplessi per due ragioni” – analizza Macciocchi, Banca IFIS. “Essendo utilizzabile esclusivamente in compensazione in cinque quote annuali, a prescindere dalla forma di acquisizione prescelta, il nuovo credito di imposta renderà presumibilmente meno appealing il leasing rispetto all’acquisto non potendo il primo far leva, come accade oggi con super e iper ammortamento, sul vantaggio di avere una durata fiscale di ammortamento inferiore rispetto all’acquisto”.

Per Alba leasing l’auspicio è comunque che “vengano confermate nuove risorse per continuare a incentivare il programma e ulteriori misure volte a stimolare le imprese e i loro investimenti, con ripercussioni positive anche per il comparto leasing”. Nuvolin allarga il punto di osservazione. “In un contesto che evolve in maniera non positiva, la considerazione è quale sia l’impatto di misure agevolative per aziende che presentano conti mediamente in peggioramento e che hanno beneficato di misure analoghe negli anni precedenti. In considerazione di quanto sopra, con differenze importanti a secondo del settore di cui si tratta, riteniamo che l’impatto sarà positivo ma in misura ridotta”.

In sintesi, si tratta di “una manovra che ha evitato la catastrofe dell’incremento dell’aliquota IVA ma manca di una spinta decisa verso investimenti e innovazione” – per Credemleasing – ma “si dovrebbe iniziare a ragionare di supporti agli investimenti di carattere strutturale e duratori nel tempo, dando alle imprese stabili certezze normative, che creino un generalizzato clima di fiducia” – secondo UBI Leasing.

Guardando avanti, “in questo contesto, Crédit Agricole Leasing Italia si sta evolvendo verso un modello di business che si affranchi dalla dipendenza legata a benefici fiscali, ampliando la propria rete distributiva e di prodotto verso il pay-per-use e con una forte attenzione alle tematiche poste dal Green Deal”. Per le azienda captive rimarrà una scelta chiave quella di “investire sulle conoscenze delle persone legate all’evoluzione degli aspetti tecnologici dell’ITC” – aggiunge IBM Italia Servizi Finanziari – “questo per poter affiancare il brand IBM nell’offrire al proprio mercato soluzioni che permettano ai clienti di far evolvere i modelli di business e intensificare i processi di digitalizzazione”.

In sintonia, Credemleasinglavora in sinergia con il Gruppo per una rete che avrà a disposizione strumenti sempre più smart, in grado di dare risposte professionali rapide e tempestive e ha iniziato la distribuzione del noleggio a lungo termine che si affianca al leasing“, mentre per Sardaleasingl’evoluzione e il potenziamento dei presidi territoriali a supporto della rete bancaria, con consulenze mirate di specialisti leasing coinvolti per la valutazione di progetti specifici” è la chiave.

Vedo una certa confusione di comunicazione   e promozione tra formule, in apparenza similari, ma in concreto ben diverse tra loro; penso al leasing finanziario, al leasing operativo e al noleggio”, commenta in conclusione Mesceri. “Ma laddove c’è una minaccia c’è però anche un’opportunità: se ne avvarranno quegli operatori che con idee chiare e comportamenti trasparenti verso i clienti gestiranno un’offerta specialistica e professionale”.