PLTV riporta video intervista, realizzata durante HIS 2017, e articolo preparato da Francesco Berti Riboli, coordinatore commissione AIOP, pubblicato su HIS magazine 2017, sul rapporto fra Sanità Privata e Sanità Integrativa. 

In Italia, si stima che oggi vi siano circa 11 milioni di persone che godono di una copertura assicurativa sanitaria integrativa (RBM Salute, 2016).

Stiamo assistendo a un intenso sviluppo di questo fenomeno (impensabile solo pochi anni orsono) per importanti cambiamenti nel mondo della sanità integrativa. Il crescente sviluppo è anche legato al progressivo inserimento, nei contratti collettivi nazionali di categoria, di forme obbligatorie di assistenza sanitaria integrativa a carico delle imprese e a favore dei dipendenti. Il tutto rientra nel quadro del c.d. “welfare aziendale” caratterizzato da un salario inteso come “total reward”, in cui gli aspetti di tutela della salute e wellbeing – e quindi welfare – assumono parte significativa della retribuzione del dipendente.

Nascono o crescono dunque Fondi di categoria (Metasalute, il Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa del Contratto Nazionale dei Metalmeccanici ne è un esempio) che possono gestire direttamente i loro assistiti e la loro rete di convenzionamento (es. FASI, FASDAC, etc.) o decidere di affidare a terzi tutto o parte della gestione. In particolare, si è assistito alla crescita del ruolo dei Third Party Administrator (TPA) che offrono una serie di servizi ai singoli fondi sanitari integrativi tra cui anche l’accesso per i propri assistiti a una rete di erogatori convenzionati.

A questo si affianca la tradizionale offerta assicurativa, in decrescita assoluta anche per il ridotto potere di acquisto degli italiani, che registra una flessione dei numeri delle Compagnie di assicurazione generaliste rispetto alla crescita di quelle specialistiche.

Su questi ambiti c’è, come si diceva in apertura, ancora molta confusione e poca conoscenza: l’implementazione dei contratti di convenzionamento tra sanità integrativa e sanità privata ha evidenziato criticità riconducibili a problematiche cui la più consolidata esperienza del settore pubblico può forse fornire scarse indicazioni. Si tratta di situazioni che richiedono soluzioni originali e impongono di essere studiate e affrontate perché possono rischiare di bloccare od ostacolare lo sviluppo di questo mercato, anche a fronte delle ricadute nei confronti dei Pazienti/Assistiti.

Lodevole è dunque l’impegno, ormai pluriennale, dell’Osservatorio sui Consumi Privati in Sanità (OCPS) che coinvolge i diversi attori interessati: gli erogatori privati con Confindustria Lombardia Sanità Servizi e l’Associazione Italiana Ospedalità Privata (AIOP) (in particolare quella privata non accreditata) e i principali attori nel mercato italiano dei TPA oltre ad alcuni Fondi aziendali e Società di mutuo soccorso. È stato disegnato il primo quadro analitico e sistematico degli elementi di maggiore criticità nei rapporti contrattuali tra sanità privata e sanità integrativa, con l’individuazione di alcune possibili soluzioni che restano ancora da esplorare…

 

*estratto da articolo pubblicato su HIS magazine