Nella Tavola Rotonda sullo stato del consumerismo, autocritica delle Associazioni che si impegnano a “fare rete”. Assegnati i premi “StampAmica” ai giornalisti di settore.

Il 1° Congresso Nazionale di Konsumer Italia si è concluso con la rielezione di Fabrizio Premuti alla carica di Presidente.

La due giorni si è aperta venerdì scorso con il rinnovo delle cariche dirigenziali di Konsumer, dove tutte le fasi elettorali sono state monitorate da osservatori di ACU e MDC, due delle associazioni dei consumatori invitate al Congresso. ACU, MDC, Codacons, Codici, IConsumatori e Konsumer nella giornata di sabato hanno dato vita alla Tavola Rotonda “Il Rinascimento del consumerismo italiano, limiti del presente, gli auspici per il futuro”, moderata da Riccardo Quintili, Direttore del neo-nato mensile consumerista il Test.

Tanti gli argomenti sollevati, a partire dall’autocritica come condizione necessaria per far ripartire il movimento consumerista: «Dobbiamo recitare l’atto di dolore – ha esclamato con sarcasmo il presidente di Codici Luigi Gabriele, facendo riferimento alla Casa Bonus Pastor di Roma che ha ospitato il Convegno –, tra le associazioni dei consumatori manca la comunanza di interessi collettivi; se non fossimo intervenuti assieme a Konsumer sulla questione dell’acqua, avrebbero messo le ganasce alle utenze di migliaia di cittadini».

Anche il presidente di MDC Antonio Longo ha posto l’accento sulla necessità di «stringere collaborazioni e alleanze per superare le forti carenze organizzative e risolvere i problemi reali dei consumatori: abbiamo bisogno di allargare la platea con energie nuove come Konsumer».

Gianluca Di Ascenzo, presidente di Codacons, ha spostato il dibattito sull’Europa: «L’UE ha richiamato l’Italia perché non offre ai consumatori una sufficiente consapevolezza dei propri diritti, l’Europa ci considera al livello della Croazia dal punto di vista consumeristico. Dobbiamo modificare il nostro modo di lavorare: l’ingresso di Konsumer in questo mondo litigioso può stimolarci per raggiungere maggiori risultati».

Gli ha fatto eco, in collegamento telefonico, il Presidente della Fondazione Consumo Sostenibile Paolo Landi: «I consumatori italiani devono essere più presenti al livello europeo, purtroppo i loro diritti oggi sono subordinati al mercato anche in Europa; ma è lì che bisogna lavorare».

Di “Medioevo del consumerismo” ha parlato senza mezzi termini Carlo Pileri, portavoce de IConsumatori: «Manca una politica per il consumerismo. Dal ’98 – anno della legge n. 281 che ha stabilito nuove regole per il consumo e ha istituito il CNCU – al 2008 circa c’è stato uno slancio del movimento dei consumatori che poi ha subito una compressione; rafforziamone il ruolo in modo che diventi una lobby talmente forte da riuscire a farsi sentire con una sola e unica posizione». E di «mancanza di progettualità e consumerismo troppo mediatico» ha parlato anche Gianni Cavinato, presidente ACU.

Come se ne esce? «Per uscire da una crisi di sistema bisogna cambiare il paradigma del sistema stesso – prosegue Cavinato −: abbiamo il diritto-dovere di sapere cosa consumiamo, dall’energia che utilizziamo all’acqua che beviamo. Entriamo nella logica della sostenibilità ambientale, economica, etica; creiamo un nuovo sistema di relazioni tra consumo e impresa: una rete fatta di persone, di nodi che si intrecciano in modo trasparente, affinché tutti siano in grado di vivere una vita dignitosa. Mai più assumere una posizione subordinata rispetto alla produzione».


konsumer


Sulla stessa linea il presidente di Konsumer Premuti: «Se vogliamo rilanciare il movimento consumerista, dobbiamo prenderci la responsabilità di fare indirizzo, scegliendo e premiando le aziende sane che eccellono. Dobbiamo stabilire alleanze strettissime con il mondo universitario, utilizzarlo per il controllo sugli standard di qualità; creare sinergie è la risposta. Siamo consapevoli delle nostre debolezze, stiamo sul territorio, con la gente, con le imprese etiche. È necessario che il cittadino abbia consapevolezza che sono le sue scelte a realizzare un consumo critico; solo così andrà a crearsi un circuito che valorizzi alcuni e isoli gli altri».

E le sue scelte Konsumer ha iniziato a farle: Rete d’Italia, My Opinion, DAS, FAB – Fondo Assistenza e Benessere, InfoDrive, Strategie Avanzate, Sicurezza e Ambiente, ComparaMeglio.it, U.L.I.A.S., En.Bi Ebic, Rete OPAC sono organizzazioni e imprese partners che abbiamo invitato al Congresso.
Come del resto abbiamo voluto concedere spazio ai Q.R.E. – Quartieri Riuniti in Evoluzione di Roma Est e al comitato S.A.N.O. – Salute e Ambiente a Novaledo (e in Valsugana), di cui sosteniamo le rispettive battaglie contro la costruzione dell’Ecodistretto di Rocca Cencia e dell’impianto biomassa della Menz & Gasser.

La due giorni si è conclusa con la prima edizione del premio “StampAmicA”, dedicata ai media che si sono distinti per l’attenzione e la competenza sulle tematiche care ai consumatori. I premi sono andati a: Mi manda Rai3 – RAI 3 come “Migliore trasmissione di servizio”; Attenti al Lupo – TV 2000, “Miglior approfondimento televisivo”; Consumeradio – Radio Articolo 1, “Migliore approfondimento radiofonico”; Help Consumatori, “Migliore aggregatore di notizie consumeristiche”.

Il premio a sorpresa quale “Miglior Giornalista Konsumerista” è stato assegnato a Riccardo Quintili.

fonte: Comunicato Stampa Konsumer Italia