Credipass: I sistemi di Processing delle Pratiche e il Protocollo di Sicurezza, spiegati da Stefano Grassi, amministratore delegato

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stefano grassiCredipass, realtà primaria nel mercato della Consulenza Creditizia in Italia, guidata dall’amministratore delegato Stefano Grassi (nella foto), presenta al mercato il proprio Protocollo di Sicurezza e la propria Modalità di Processing delle Pratiche, un sistema unico di controllo e di presentazione delle pratiche basato su meccanismi di monitoraggio distintivi per il settore.

 “Presentare oltre 600 pratiche al mese in banca richiede molta attenzione e cura del controllo,” – sostiene Stefano Grassi – “e la nostra priorità è di mantenere alta la nostra Reputation con gli istituti con cui collaboriamo.

Siamo infatti gli unici,” – continua Grassi, – “ad esser dotati di un Protocollo di Sicurezza, trasmesso alle banche.”

Modalità di Processing delle Pratiche

Al fine di garantire la massima qualità delle pratiche sulla piattaforma di proprietà di Credipass, è fondamentale l’operatività del Middle Office, che in 24 ore deve essere in grado di processarle, grazie anche ad una attività di verifiche commerciali che garantiscono il corretto operato dei Family Brokers di Credipass, presenti su tutto il territorio nazionale.

In primis, il cliente viene raggiunto da una Welcome Call, ad opera degli operatori di Credipass, per verificare alcune informazioni sensibili e la corrispondenza con i documenti in possesso dal Middle Office.

Altri controlli, che vengono effettuati sulle pratiche, riguardano, ad esempio, la corrispondenza dei versamenti Inps rispetto alle buste paga, per i lavoratori dipendenti, in virtù dell’accesso al servizio della certificazione contributi del quale Credipass si è dotata, sempre nell’ottica della qualità prima di tutto.

Non manca infine la verifica delle indagini banche dati per quelle pratiche che ad una prima lettura e intervista del cliente possono risultare incerte o dubbie.

“Questo servizio l’abbiamo ottenuto direttamente da CRIF” – spiega Grassi.  – “Si chiama Accredit Me e ci consente di mandare le pratiche in banca con la garanzia che le banche dati non siano sporche”.

In questo modo, i consulenti e i clienti di Credipass hanno anche un vantaggio commerciale immediato. La piattaforma offre inoltre, oltre alla preventivazione e al caricamento delle pratiche, anche l’analisi di fattibilità attraverso i semafori verdi, gialli o rossi (per aver impostato nel software le policy di credito dei diversi istituti) che permettono di rilasciare un parere di fattibilità al cliente molto attendibile, anche prima di presentare la pratica in banca.

Altro aspetto importante, del processing delle pratiche di Credipass, è l’utilizzo di certificazione documentale fornita da società esterne di provata affidabilità e gradite alle banche partners.

“In sostanza siamo riusciti nell’intento di costruire un modello molto commerciale,” – afferma sempre Grassi – “anche ‘spinto’, ma con dei paracadute e dei filtri che non mi risulta vengano applicati da altri operatori, almeno con questa completezza.

Tutto questo è molto gradito agli istituti partner, ma anche alla rete che non subisce questo processo, ma anzi lo cavalca e ne risulta notevolmente avvantaggiata, poichè gran parte della tutela del proprio operato viene delegata agli uffici interni, preparati e con grande esperienza pluriennale nel settore.

Molti dei nostri dipendenti del Middle Office sono infatti esperti e anche ex deliberanti di banca, che sanno bene tuttavia come il loro compito oggi non sia quello di deliberare, bensì di aiutare la rete a impostare la pratica in modo che la banca possa dire di sì nel più breve tempo possibile; e ci riescono brillantemente, per la gioia della nostra rete.”

Questo sistema di processing, delle pratiche e i relativi sistemi di controllo di Credipass, ha richiesto tempo e investimenti, che oggi però stanno dando i loro frutti, non solo in termini di volumi, ma anche di caratteristiche delle pratiche:

  • LTV medio pari al 71,37%
  • Percentuale di deliberato sul presentato pari al 68,45%
  • Poca concentrazione del business: il 70% circa del totale intermediato è spalmato su 6 delle 20 convenzioni attive. All’interno di queste banche primarie la distribuzione è così spalmata: il 25,65% con la banca principale, il 20,37% con la seconda e a seguire le altre con percentuali rispettivamente del 12,20%, 11,50%, 10,99% e 4,07%.

Gestione delle Pratiche non conformi

Nel caso emergessero delle difformità nelle pratiche presentate, l’operatore preposto le evidenzia nella piattaforma, senza però comunicarle direttamente al cliente che, magari andrebbe in panico, in modo da attivare – attraverso l’audit – un processo di chiarimento e revisione della pratica da parte del Family Broker e del Master, e sarà poi loro compito informare il cliente.

Le pratiche non processate, ‘salvano di fatto cliente e consulente’, oltre che a conservare la qualità del rapporto tra Credipass e la banca.

“Fortunatamente, nell’ambito di Credipass questi casi sono veramente limitati, per non dire rari,” – afferma Grassi – “dal momento che la rete, molto formata, sa lavorare davvero bene associando qualità ai volumi”.

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